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10 – Il miracolo della moltiplicazione dei leader!

10 – Il miracolo della moltiplicazione dei leader!

Non so se ve ne ricordate. Nel primissimo articolo di questa serie, vi abbiamo presentato la visione globale di questa nostra riflessione. Nella attuazione pratica vi invitavamo a leggere e approfondire il brano evangelico della moltiplicazione dei pani secondo il Vangelo di Marco ( 6,30-44). Vi suggerivamo che, velato dal miracolo della moltiplicazione dei pani, ce n’era nascosto un altro più discreto, quello della moltiplicazione dei discepoli chiamati a loro volta a moltiplicarsi. Questa interpretazione non è così consueta. Qualcuno potrebbe esserne rimasto sorpreso. Altri si saranno trovati in difficoltà nel rispondere alle domande di quell’esercizio a causa dell’aspetto innovativo di questa spiegazione, a causa della sua originalità.

Riprendiamoci ora il tempo di rispondere approfonditamente alle domande proposte. Successivamente diverrà relativamente collegare questo brano evangelico con la visione di Gesù di formare nuovi discepoli-leader che si moltiplichino.

Ecco qui la nostra spiegazione dettagliata:

1. Innanzitutto, quali problemi affronta questo brano evangelico? Abbiamo detto che era necessario indicarne due: quello degli apostoli e quello di Gesù. Il problema degli apostoli? “Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.” (Mc 6, 31). Il problema di Gesù? “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose.” (Mc 6, 34)

2. Poi, abbiamo suggerito d’identificare la crisi interiore di Gesù. In effetti, esiste una differenza fra il (o il) problema(i) e la crisi interiore. In effetti già l’espressione “ebbe compassione” ci indica lo stato d’animo di Gesù. Egli è lacerato interiormente, nel profondo del suo cuore. È proprio il senso del verbo greco che è utilizzato per esprimere lo stato d’animo. Allora, qual è la crisi interiore di Gesù? Egli vede certamente il problema a breve termine, ma ciò che lo preoccupa più intimamente e a lunga scadenza, è piuttosto: chi potranno essere i pastori di queste folle oltre a me e dopo di me. Come formare ae “moltiplicare” pastori che possano nutrire delle folle, non solo con il pane, ma con gl’insegnamenti.

3. La soluzioni immaginata con gli apostoli, può, certamente, risolvere il problema, ma non la crisi interiore di Gesù. Gli apostoli affermano: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi, congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni possano comprarsi da mangiare.” (Mc 6, 36)

4. La soluzione di Gesù consiste nel risolvere contemporaneamente il problema e la crisi interiore. Egli afferma: “Voi stessi date loro da mangiare.” (Mc 6, 37). Gesù invita gli apostoli a partecipare al suo ministero di pastore. Così egli risponde al bisogno delle folle affamate e forma gli apostoli, facendo loro comprendere l’importanza della delega nel ministero che egli esercita, affinché si possano riprodurre a loro volta.

5. La delega: Gesù fa partecipare i suoi apostoli alla soluzione del problema. Ma come fa Gesù?
    - domanda: “Quanti pani avete? Andate a vedere!” S’informarono e dissero: “Cinque pani, e due pesci.“ (Mc 6, 38)
    - dà delle indicazioni precise: “E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero tutti a gruppi di cento e di cinquanta.” (Mc 6, 39-40)
    - si coinvolge nella soluzione del problema: “Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti.” (Mc 6, 41)

6. Il risultato è immediato: “Tutti mangiarono a sazietà.”.. “Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.” (Mc 6, 42.44)

7. Il frutto di lungo periodo: quante ceste di avanzi rimangono? “..e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci.” (Mc 6, 43) Perché? L’indicazione dei dodici cesti non è banale. I dodici apostoli capiscono che sono chiamati non solo a moltiplicare i pani della Parola, ma anche a moltiplicare stessi.

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