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Saluto a Papa Francesco di Don PiGi Perini

don pigi udienzaBeatissimo Padre che amiamo intensamente !
Questo incontro delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione con Vostra Santità è anche, in assoluto, il primo Incontro Mondiale della nostra giovane vita, come Cellule riconosciute definitivamente dal Pontificio Consiglio per i Laici il 12 aprile scorso, Festa della Divina Misericordia.

Proveniamo da tanti paesi lontani tra loro, molti di noi non si conoscono, non ci eravamo mai incontrati in precedenza, e l’unico motivo che poteva riunirci e permetterci di fare reciproca conoscenza è Lei, Santo Padre, che ci parla di Gesù, che ci invita a diventare discepoli-missionari e che può autorevolmente indicarci il cammino da percorrere. Abbiamo già colto il suo Messaggio quando, rivolgendosi alla vita consacrata, afferma: “La dimensione missionaria non può essere trascurata senza lasciare un vuoto che sfigura il carisma. La missione non è proselitismo o mera strategia; la missione fa parte della “grammatica” della fede, è qualcosa di imprescindibile per chi si pone in ascolto della voce dello Spirito che sussurra “vieni” e “va”. Chi segue Cristo non può che diventare missionario, e sa che Gesù “cammina con lui, parla con lui, respira con lui. Sente Gesù vivo insieme con lui nel mezzo dell’impegno missionario”. (cfr. EG, 266).
La molla che ci spinge ad annunciare Gesù è la scoperta di un nuovo e sconvolgente rapporto, che ci avvia ad un autentico innamoramento con Lui. Sì ! amare Gesù con un rapporto totale che superi le più tenere espressioni d’amore: “camminare con Lui, parlare con Lui, respirare con Lui”, è un'autentica iniziazione all’amore vero e definitivo, che dovrà accompagnarci per tutta la vita.
Ma l’amore per Gesù deve necessariamente estendersi all’amore per il prossimo. Ecco perché abbiamo scelto di dedicarci alla evangelizzazione del nostro OIKOS.
Per OIKOS, intendiamo i fratelli e le sorelle che incontriamo ogni giorno: parenti, amici, conoscenti, compagni di studio e di lavoro, persone con le quali condividiamo il tempo libero; molti hanno perduto o misconosciuto il rapporto con Dio, parecchi vivono come se Dio non esistesse e non ne sentono il minimo bisogno. A loro le Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione vogliono rivolgersi, per far scattare quella dinamica di attrazione, e non di proselitismo, che li possa portare all’incontro personale con Lui, unico Salvatore, amante fedele e misericordioso.
Così cerchiamo di realizzare “una Chiesa in uscita”.
E in effetti, circa il 70% dei membri delle nostre cellule possono essere considerati cristiani che si sono convertiti, abbandonando una vita insensibile all’Amore di Cristo e alla sua Misericordia, per diventare ferventi annunciatori di Gesù, amato come unica e universale salvezza. Parecchi dei presenti sono in questa situazione.
Questa esperienza, io l’ho vissuta a Pembroke Pines in Florida, nella parrocchia di St. Boniface, grazie a Padre Michael Eivers, che oggi, per motivi di salute, è impossibilitato ad essere qui con noi. A padre Michael vada tutto il nostro riconoscente ringraziamento nel Signore.
L’effetto più consolante, di cui siamo stati e siamo testimoni, è rappresentato dal diffondersi e dal moltiplicarsi delle Cellule e di coloro che, attraverso questa esperienza pastorale, stanno convertendosi all’amore per Gesù. Dopo l’iniziale entusiasmo non sono mancate difficoltà e scoraggiamenti, ma:
- la Parola di Dio, di cui quotidianamente ci nutriamo,
- l’effusione dello Spirito Santo che ci consola, ci trasforma e ci rafforza,
- la confidenza nella Misericordia di Dio, che sempre ci raggiunge,
- le testimonianze di vita nuova offerteci dai fratelli dell’OIKOS,
- la protezione di Maria, che invochiamo durante ogni incontro di cellula,
ci hanno permesso di non soccombere alle insidie di Satana.
Ora, Padre santo, la preghiamo di aprire, a noi assetati di acqua pura, i rubinetti della Grazia: ci consigli, ci corregga, preghi per noi e soprattutto continui ad amarci con l’amore grande di Gesù che sentiamo vibrare nel suo paterno cuore: da parte nostra cercheremo di ascoltare, a cuore aperto, la Sua Parola, cercheremo di farla nostra, come dono prezioso di cui rendere conto a Dio.
La nostra povera, ma assidua preghiera per Lei e per il compito gravosissimo che Le compete, possa sostenerLa e La conforti sempre.

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